Hugo De Ana

Prossimi impegni | Next engagement: Hugo De Ana

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ROSSINI OPERA FESTIVAL (Pesaro) – LE COMPTE ORY – agosto 2022

“Hugo De Ana, che come sua abitudine firma anche scene e costumi, riproduce con fedeltà certosina alcuni elementi fantasiosi e surreali del dipinto, depurandoli dai toni cupi e punitivi degli inferi in favore di un lussureggiante effetto cromatico basato sull’azzurro, quasi a trasformare – con tono forse velatamente critico verso l’oscurantismo religioso – in un ideale paradiso terrestre quello che per Bosch era un mondo di punizione per il peccato. Un bizzarro Eden, quindi, illuminato dalle luci di Valerio Alfieri e arricchito da straordinari costumi e da apparizioni surreali[..]”

Fabrizio Moschini – Operaclick

“Hugo de Ana rintraccia la cifra dello spettacolo, come si è anticipato, nel richiamo al Trittico del Giardino delle delizie di Bosch [..]
L’intento è evidente: mettere tra virgolette un Medioevo fatto di angeli e demoni, di creature fintamente sante e ancor più fintamente diaboliche, esattamente come Rossini e Scribe creano Le Comte Ory a partire da una ballata popolare opportunamente ricostruita, dilatata, ampliata a dismisura. Il risultato è giubilatorio, ridondante, esuberante, vivace[..]
L’insieme, insomma, si apprezza per il colpo d’occhio a distanza, fondamentale in uno spazio smisurato come quello dell’Arena Vitrifrigo, ma anche per la cura maniacale del dettaglio.”

Giuseppe Montemagno – Connessi all’opera

“Not only did it prove to be a magical musical experience, but the imaginative staging was both visually stunning and fun to watch, while De Ana’s intriguing contextual framework, based around Hieronymus Bosch’s triptych “The Garden Of Earthly Delights,” was cleverly fashioned to allow for a variety of interpretations.[..]”

Alan Neilson – Operawire

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA (Roma) – ERNANI – giugno 2022

“La regia, le scene e i costumi di Hugo de Ana sono apparsi in tutta la loro sontuosità: si tratta di un’idea partorita dal regista argentino per l’inaugurazione della stagione 2013-2014 dello stesso Costanzi, dunque il più classico degli “usati sicuri”. Tutta la scena è apparsa gremita di mobili, anche se disseminati un po’ alla rinfusa. I lastroni del proscenio hanno racchiuso idealmente l’azione, l’impressione è stata quella di una scelta senza troppi fronzoli e senza voler esagerare, con un richiamo evidente all’architettura figurativa spagnola. Una maggiore spinta ottica è stata data dai costumi, davvero convincenti.

I protagonisti dell’opera e tutto il coro sono apparsi in abiti storici, con una foggia sgargiante e di qualità apparentemente elevata. In questo modo la scena è stata caratterizzata anche da “schizzi” di colore che hanno privato gli spettatori della monotonia cupa del fondale. Apprezzabili, poi, sono stati i piccoli dettagli che hanno arricchito la storia, quelle piccole cose che magari sfuggono agli occhi meno attenti, come possono essere un guanto, un anello, una lettera o un monile. Le proiezioni prima dell’inizio dei quattro atti hanno completato questa regia che forse non avrebbe scontentato il burbero e mai soddisfatto Giuseppe Verdi.”

Simone Ricci – Opera Libera

“Spettacolo a firma dell’argentino Hugo de Ana per l’intero pacchetto di regia, scene e costumi, con le luci di Vinicio Cheli (qui riprese da Valerio Alfieri) e la direzione musicale (all’epoca affidata a Riccardo Muti, oggi direttore onorario a vita) dell’ottimo Marco Armiliato, nell’occasione e dopo anni sul podio di Orchestra e Coro del Lirico romano, quest’ultimo preparato da Roberto Gabbiani. Sullo sfondo rinascimentale fedele alla Spagna del 1519, come da libretto ma spostando la scena nell’unica, emblematica altura dell’Alhambra l’intero spettro dei luoghi d’Aragona, Saragozza e Aquisgrana, l’azione prende forma fra l’opulenza architettonica – modernamente e significativamente destrutturata – del grande Palazzo di Carlo V a Granada, tra atmosfere per lo più cupe e la rara magnificenza dei costumi ulteriormente valorizzati dalle disposizioni per tableaux-vivants, con vertice alla chiusura del terz’atto.”

Paola de Simone – Connessi all’Opera

“Lo spettacolo firmato da Hugo de Ana, che cura le scene, i costumi e la regia, si lascia ancora apprezzare in tutta la sua bellezza. Si tratta di uno spettacolo dall’impianto tradizionale, con una regia pulita, senza effetti eccessivi, che prende vita soprattutto dall’atto III, regalando due scene molto belle, quella dell’elezione di Carlo a imperatore e quella, seguente, delle nozze di Ernani ed Elvira.

Ma ciò che stupisce per fattura, ricchezza e giochi cromatici sono i costumi, vero fiore all’occhiello della produzione: 

In sintesi, un Ernani apprezzato dal pubblico (in alcuni passaggi più che in altri) eche, pur meritando una direzione più viva, si lascia apprezzare per la resa musicale di diverse parti vocali e rincuora gli occhi grazie alla bellezza estetica dello spettacolo di de Ana.”

Stefano Ceccarelli – Ape Musicale

TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA (Bologna) – TOSCA – gennaio/febbraio 2022

“[..]𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑣𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙’𝑖𝑛𝑞𝑢𝑖𝑒𝑡𝑢𝑑𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑎𝑔𝑖𝑡𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑓𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑐𝑒𝑛𝑑𝑎, 𝑖𝑛𝑐𝑢𝑝𝑖𝑡𝑜 𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑜 𝑖𝑛𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑟𝑖 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑒𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑒𝑔𝑢𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑜𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑖. 𝑆𝑒 𝑙𝑒 𝑠𝑐𝑒𝑛𝑒, 𝑐𝑜𝑛 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑐𝑖 𝑑𝑒𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝑏𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙’𝑎𝑙𝑡𝑜, 𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑖𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑡𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑖 𝑑𝑖 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑒𝑟𝑟𝑖𝑚𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑖 𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑖𝑙𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑒, 𝑒 𝑖 𝑓𝑖𝑙𝑚𝑎𝑡𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑜𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒, 𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑙𝑢𝑐𝑖 𝑑𝑖 𝑉𝑎𝑙𝑒𝑟𝑖𝑜 𝐴𝑙𝑓𝑖𝑒𝑟𝑖, 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑓𝑓𝑖𝑐𝑎𝑐𝑖 𝑛𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑙𝑖𝑚𝑎 𝑚𝑢𝑡𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒, 𝑖𝑛𝑞𝑢𝑖𝑒𝑡𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑙𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑠𝑐ℎ𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎𝑔𝑖 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑔𝑖𝑢𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 1800[..]”

Stefano Bisacchi – Connessi all’Opera

TEATRO CARLO FELICE (Genova) – BIANCA E FERNANDO – novembre 2021

“[…]L’altra grande protagonista della serata è stata la scenografia di Hugo de Ana, che ha curato anche regia e costumi: mastodontica come non si vedeva da tempo[…]”

Emanuela Mortari – Genova24

ABAO, Bilbao – LA FANCIULLA DEL WEST – Febbraio 2020

ES uno de los directores de escena con más prestigio en el circuito internacional operístico. Hugo de Ana es el encargado de dirigir escénicamente La fanciulla del West, obra que se ha visto desplazada por la fuerte inercia de otras óperas de Puccini. Y, sin embargo, según destaca el escenógrafo argentino, que también es el responsable del vestuario,[…]  Hugo de Ana presenta una nuova visione della grande avventura di colonizzazione, amore e l’eterna lotta per ricerca della felicità e della fortuna.”

M.Redondo, deia

Uno dei grandi registi del momento, Hugo de Ana…

Euskalduna

BARI – TEATRO PETRUZZELLI –LA BOHEMEDicembre 2019

“La mano esperta di de Ana si nota anche nei movimenti fluidi delle masse e nella recitazione misurata e naturale dei protagonisti.”

OperaClick Danilo Boaretto

“Un nuovo allestimento di Hugo De Ana, particolarmente accurato nel definire i personaggi a tutto tondo e fuori dai cliché […] La messa in scena del regista argentino è originale nel caratterizzare le psicologie dei personaggi, senza seguire pedissequamente la tradizione – sovente indice di tradimento e cattiva abitudine -, ma richiamando le personalità che traspaiono dal romanzo di Henri Murge.”

L’ape musica di Andrea R. G. pedrotti

TEATRO PETRUZZELLI, Bari – LA TRAVIATA – Dicembre 2018

“Il grande successo riportato al Petruzzelli è dovuto anche all’ottimo allestimento che ha chiuso la brillante stagione lirica 2018. (…)Ma ritorniamo al nuovo allestimento della Fondazione Petruzzelli che ha avuto il suo primo punto di forza nella bellissima regia di Hugo de Ana, autore anche delle scene e dei costumi. L’idea del regista argentino si basa sulle suggestioni parigine di fine Ottocento del pittore impressionista Giuseppe De Nittis,(…). L’allestimento scenografico, che alternava cupezza e ricchezza di colore (ottimo il gioco di luci curato da Valerio Alfieri) negli arredi così come negli elegantissimi costumi, colloca la vicenda attorno al 1870/80 e trova il suo elemento portante nel raffinato salone in “Stile Impero”. OperaClick.com E. Martucci 19 Dic 2018

ARENA DI VERONA – CARMEN – Giugno 2018

“La nuova produzione porta la prestigiosa firma di Hugo de Ana, regista, scenografo e costumista argentino di fama internazionale… I costumi, ideati dal Maestro argentino e frutto di una raffinata ricerca su tagli e tessuti vintage,” Carmen – Arena di Verona Da www.gdopera.it

ARENA DI VERONA – IL BARBIERE DI SIVIGLIA – Agosto 2018

“Il Barbiere di Siviglia nel Paese delle Meraviglie di De Ana
godibile il fiabesco e colorato allestimento di Hugo De Ana (…)E lo scopo del regista è che si tratti di puro divertimento, senza il bisogno di ricercarne improbabili elementi simbolici. Hugo de Ana firma regia, scene e costumi e tutto infatti concorre ad assecondare al meglio questa sua visione. I personaggi, vestiti in bellissimi e coloratissimi costumi, indossano vistose parrucche e portano un trucco pesante che ne marca il lato grottesco.” P. Corsi opera magazineTEATRO